L’art. 40, comma 2, del Decreto Legge 201/11 del Governo Monti, di cui tutti abbiamo letto e sentito parlare, ha definitivamente posto la parola fine al trattamento dei dati personali connessi alle persone giuridiche, enti e associazioni. Le loro informazioni, infatti, non sono più considerati dati personali e i medesimi non rientrano più tra la categoria degli “interessati”, cioè dei soggetti tutelati dalla norma.

Bene, finalmente, dopo mesi di contorsioni normative il dato è tratto! (sempre che il Decreto venga confermato in Parlamento, ma su questo sussistono pochi dubbi).

Da subito (in realtà già dal precedente D.L. 70/11 del maggio scorso) non sono più dovuti l’informativa e l’ottenimento del consenso tra soggetti giuridici, enti o associazioni e i trattamenti svolti tra gli stessi non debbono esser censiti in tema di Privacy.

Tutto più facile?

Per quanto riguarda la gestione burocratica della grande mole di inutili informative e consensi che circolavano, si.

Ci sono anche altri importanti ambiti dove gli effetti saranno sicuramente rilevanti, come ad esempio le banche dati sulla solvibilità finanziaria delle aziende, ora praticamente liberalizzate … a condizione che non siano connesse alle persone fisiche che le dirigono, ovviamente, perché esse restano in tutto e per tutto tutelate dalla normativa.

Questo potrebbe significare, però, che ogni qualvolta che dovremo stabile un contatto con una qualsiasi persona fisica in qualità di dipendente di una azienda tale soggetto resterà tutelato dalla normativa e quindi gli dovremo l’informativa personale che prima non era necessaria in quanto l’informativa alla azienda già la includeva.

Va poi precisato che il sistema Titolare, Responsabile e Incaricato in tutti i trattamenti nei quali sono coinvolte persone fisiche resta identico. Le aziende, le associazioni e gli enti, quindi, debbono comunque predisporre il loro sistema Privacy e non ne sono affatto esentate.

Infine, con la riforma le aziende hanno perso un importante sistema di tutela dei loro dati. E’ convenuto? Sotto alcuni aspetti certamente si, ma rischiamo una soluzione peggiore del male.

Speriamo che il Garante intervenga presto dandoci chiarimenti…

Allegati : DL 201 2011