Di recente, siamo intervenuti su di una sanzione comminata dal Garante della Privacy, per alcune inosservanze, criticando il comportamento restrittivo dell’Autorità. Allo stesso modo abbiamo, invece, apprezzato le aperture dell’Autorità, quando le abbiamo ritenute corrette, e riconosciuto l’operato del Collegio in direzione di una maggiore sicurezza.

Vi segnaliamo, ora, altri casi di sanzioni irrogate dal Garante: Caso 1: Una società è stata sanzionata per avere introdotto un “form” per i contatti per il proprio sito web, senza la prescritta informativa. Peccato che il sito risulterebbe essere stato inattivo e i contatti sembrerebbero essere stati, in tre anni, nove (dicesi 9 di numero), tra i quali alcuni diretti del gestore… . Verbale di un ente territoriale della Guardia di Finanza. La sanzione è di € 2.400,00.

Caso 2: Un bar-ristorante è stato sanzionato per mancanza di informativa (il solito cartello…), per avere due telecamere collegate a un video (senza registrazione). Verbale del Nucleo carabinieri di tutela della salute. La sanzione è di € 2.400,00, frazionabili in 10 rate.

Caso 3: Sempre un bar-ristorante, utilizzatore di un impianto di videosorveglianza, è stato sanzionato per mancata adozione delle Misure Minime di Sicurezza (mancata nomina degli incaricati del trattamento) e della mancata informativa (il cartello, come sopra). Attività istruttoria della Guardia di Finanza, Nucleo Speciale Privacy. La sanzione è di € 10.000,00.

Caso 4: In un importante comune del Nord Est è stato sanzionato per non avere provveduto all’aggiornamento del Documento Programmatico sulla Sicurezza (DPS) entro la data del 31 marzo degli anni dal 2005 al 2011. Nulla è valso, per questo, il fatto che nel 2012 l’obbligo di redigere il DPS sia stato abrogato, ritenendo l’Autorità che il mancato adempimento resti sanzionabile per il periodo nel quale l’obbligo era previsto. Attività istruttoria della Guardia di Finanza, Nucleo Speciale Privacy. La sanzione è di € 14.000,00. Questo è quanto, evitiamo di commentare.

Confermiamo la nostra stima e completa fiducia nelle forze dell’Ordine, ma ribadiamo che vorremmo vedere utilizzate in modo più proficuo le molte energie disperse. Peraltro, nel Caso 1 ci sembra che il verbale pecchi, sinceramente, di alcuni degli elementi essenziali per definire antigiuridico il comportamento tenuto dall’azienda sanzionata, non essendoci le prove, sembrerebbe, che taluni dati personali di terzi siano stati effettivamente trattati senza la fatidica informativa.

I consulenti e i tecnci di Adeia Consulting restano a disposizione per ogni chiarimento

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