Due recenti provvedimenti del Garante della Privacy hanno nuovamente affrontato ulteriori casistiche di prolungamento del tempo di conservazione delle immagini nei sistemi di videosorveglianza, che è interessante segnalare.

Il primo riguarda il caso di una azienda farmaceutica, la quale ha rappresentato la la necessità di conservare le immagini del ciclo di produzione di un particolare prodotto farmaceutico, allo scopo di sottostare agli standard internazionali di questo settore, nonchè di documentare il ciclo di qualità e verificare eventuali non conformità della produzione.

TelecameraWeb

Videocamera – Immagini a cura di Prevenzione Rapine e Furti

L’azienda ha chiarito chele immagini saranno usate ‘né come strumento di controllo delle “abilità delle singole persone o come mezzo utile a giudicare comportamenti dei lavoratori”‘.

Siccome il ciclo di produzione si compone di 30 giorni e vi è la necessità di riverificarlo per i successivi 30, ne è conseguita l’autorizzazione per 60 giorni complessivi, esclusivamente per detta attività.

Il secondo riguarda una nota azienda editoriale, la quale ha ritenuto di richiedere il prolungamento del tempo di conservazione per 30 gg, poichè l’anno precedente si sono rilevate importanti perdite inventariali, tali da far ritenere che del materiale sia stato effettivamente sottratto durante le operazioni di caricamento.

In particolare le merci non sono solo composte di libri cartacei, ma anche di e-boook, quindi materiale tecnologico ad alta appetibilità e costo.

Anche in questo caso la circostanza non è una novità, ma c’è un particolare che sottolineiamo per i lettori di Adeia Consulting, in quanto l’Autorità ha menzionato direttamente l’esistenza di telecamere dirette a tutelare le zone di magazzino con prodotti di maggior valore. Anche se l’Autorità non lo dice apertamente, dalla descrizione si desume che i lavoratori possono essere stabilmente ripresi durente le operazioni di carico e scarico (evidentemente grazie all’accordo sindacale sull’argomento, che l’azienda dipendente ha allegato al Garante).

C’è però anche uno svarione che è bene commentare. Letteralmente, il provvedimento sostiene che “…la verifica preliminare è stata giustificata dalla necessità di salvaguardare il patrimonio aziendale da possibili atti illeciti e di facilitare il compito delle Autorità di P.S. nelle indagini tese all’identificazione dei relativi responsabili”.

E’ noto che l’Autorità di PS “veglia al mantenimento dell’ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà…” (art. 1 del TULPS). In sostanza previene i reati e non li reprime, in quanto questo è un compito del Pubblico Ministero (o del suo braccio operativo, la Polizia Giudiziaria), cioè quello di svolgere indagini per scoprire gli autori dei reati.

E’ a questi organi, quindi, che bisognava facilitare il compito di accedere alle immagini e non a quella di PS. La questione non è banale, perchè nel caso della presentazione in giudizio delle immagini che inchiodano l’autore di un furto, una difesa scaltra potrebbe eccepire l’inutilizzabilità dei dati ai sensi dell’art. 15, comma 2, del Codice della privacy (“violazione della disciplina rilevante in materia di trattamento dei dati personali”).

A cura di Aldo Agostini, Senior Auditor di Adeia Consulting

I consulenti e i tecnici di Adeia Consulting restano a disposizione per ogni chiarimento