Il Garante della Privacy, con la sua ultima newsletter, ha reso pubblico un ulteriore Provvediemento con il quale ha consentito ad una importante azienda di logistica la conservazione delle immagini della videosorveglianza per 90 giorni. In se, il caso non è una novità, in quanto si erano già verificati e avevamo commentato situazioni simili. Peraltro, nel caso in questione l’azienda deve sottostare sia allo standard AEO (Operatore economico autorizzato) che al TAPA (Transported asset protection association), anche nel Provvedimento non si chiarisce quale sarebbe, specificamente, la tipologia da applicare (A, B o C, seppure le differenze non sono da poco). Ancora, l’azienda gestisce magazzini doganali e deve sottostare al Programma Nazionale per la Sicurezza redatto dall’Enac. Potremmo dire che “le ha tutte”! Non ci sono, quindi, novità nel caso in questione, se non per alcuni aspetti che pure non sono stati evidenziati da molta stampa specializzata, che evidentemente non ha focalizzato le novità. La prima è che il Garante, per la prima volta, ha accettato e considerato positivamente alcune motivazioni prodotte dal richiedente, per le quali gli obblighi legali (o, addirittura, pattizi –cioè derivanti da contratto) di prestare garanzia sulle merci trasportate impongono una adeguata sorveglianza. Tra queste, sinteticamente, vi citiamo: – garantire “la qualità del servizio”; – assolvere agli oneri imposti da “ragioni assicurative”; – esistenza di “norme pattizie in tema di trasporto aereo” che permetterebbero reclami sulla merce entro 14 o 21 giorni (Convenzione di Montreal); – previsioni del codice civile in materia di trasporti, che in caso di “perdita parziale” o “avaria non riconoscibili al momento della riconsegna”, prevede la possibilità di denunziare il fatto fino ad otto giorni dopo il ricevimento della spedizione (art. 1698 c.c.); . l’accettazione del principio che sono necessari tempi congrui per esaminaare e verificare ogni denuncia e segnalazione effettuata da terzi, proprio in ragione delle norme pattizie richiamate (oltre agli obblighi derivati dalla normativa volontaria, cioè gli standard). L’effetto è il possibile e potenzialmente generalizzato allargamento dei tempi di conservazione delle immagini, per gli operatori della logistica, oltre la settimana e pressochè intorno ai 15 giorni, anche se sarebbe comunque necessario risottoporre un caso preciso all’Autorità, il cui esito appare probabilmente positivo. Infine, seppure il l’Autorità si era già espressa più volte circa il motion detection (di recente introducendo dei nuovi criteri di valutazione), con il Provvediemento del quale vi parliamo, è opportuno ricordare a tutti che “stanti le sue concrete modalità di funzionamento, non comporti alcun rischio specifico per i diritti degli interessati, consentendo al sistema di telecamere di attivare la funzione della registrazione “soltanto in presenza di movimenti””. L’effetto è che l’utilizzo del motion detection, solo per limitare lo spazio di registrazione su disco, può ritenersi definitivamente sbloccato.   I consulenti di Adeia Consulting restano a disposizione per ogni chiarimento.