Un recente Provvedimento del Garante della Privacy, passato inosservato ai più, ha invece sollecitato l’attenzione di Adeia Consulting.
Questi i fatti.
A maggio di quest’anno, il Nucleo Speciale Privacy della Guardia di Finanza ha effettuato un accertamento in un Bar situato nel centro di Roma.
L’impianto è stato installato per ragioni di tutela del patrimonio aziendale e comprende quattro telecamere, delle quali due interne e due esterne al locale.
Le immagini venivano registrate per una settimana. La GdF ha constato che erano presenti dei cartelli informativi, ma sprovvisti dell’indicazione del titolare e delle finalità del trattamento.
In conseguenza, è stato redatto un verbale di infrazione amministrativa che, allo stato (nostri i calcoli), comporta l’importo di € 12.000,00, anche se l’importo ppotrebbe essere abbassato direttamente dal Garante. E’ poi risultato che non esiste un’autorizzazione della Direzione Territoriale del Lavoro, né accordo, ai sensi dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori in quanto i dipendenti vengono ripresi. A nulla è servito un documento sottoscritto da tutti, l’anno prima, con il quale accettavano l’installazione del sistema TVCC.
Pertanto il Garante ha dichiarato illecito il trattamento dei dati e ha imposto all’esercizio di:
– attivare le procedure previste dall’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori;
– commisurare il tempo di conservazione delle immagini alle effettive necessità della raccolta (in pratica: decidere e motivare per quanto conservare le immagini);
– integrare i cartelli.
Consegue, da parte della GdF, la denuncia all’Autorità Giudiziaria per il mancato rispetto della Legge, sempre in materia di art. 4 dello Statuto dei Lavoratori.
Abbiamo la massima stima nei confronti della Guardia di Finanza in generale e del Nucleo Centrale Privacy, il cui ruolo è veramente importante, tenuto conto che, in tema di Privacy, se non ci fosse un baluardo a difesa degli utenti vivremmo tutti molto peggio.
Ma ci domandiamo quale fosse la ragione di un controllo di questo genere, soprattutto da parte di un nucleo specializzato e destinato a supportare direttamente il Garante in relazione alle molteplici e delicate tematiche che debbono essere affrontate.
Pensiamo al marketing, al web, alle telefonate indesiderate, allo spionaggio dei nostri gusti e abitudini, nonchè altro ancora.
Nel Provvedimento del Garante, invece, non c’è alcuna traccia di attività collegate che, in via soltanto incidentale, potrebbero avere costretto i finanziari ad agire, considerato che sono tenuti per legge ad applicare le regole.
Forse le risorse potevano essere utilizzate meglio. E forse si poteva evitare di contribuire ad alimentare quel senso di insofferenza dei cittadini verso l’Autorità.

Adeia Consulting

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